Maria Giovanna Elmi ci accompagna da oltre cinquant’anni. Il suo sorriso inconfondibile e la sua raffinatezza nei modi e nello stile sono parti integranti del nostro vivere quotidiano.

La presenza televisiva di Maria Giovanna Elmi ha allietato i momenti più luminosi di tutti noi ma sopratutto di coloro che hanno vissuto la pienezza e lo splendore degli anni Settanta e Ottanta.

Davvero una bella figura quella di Maria Giovanna Elmi che gentilmente ha accettato di rispondere alle nostre domande.

D. Come e quando si è avvicinata al mondo della televisione?

R. «Dopo il liceo classico, mi sono iscritta alla facoltà di “lettere moderne” all’Università di Roma. Tra un esame e l’altro, partecipai ad un concorso indetto dal settimanale “Grazia” e fui eletta fra 22 fotomodelle pubblicitarie. Così, mi trovai ad essere protagonista di pubblicità di dentifrici, di lacche per capelli, di detersivi, di elettrodomestici e di altri prodotti. Cominciavo ad apprezzare il piacere di lavorare con la mia immagine e quando, un giorno, mentre mi trovavo al mare, ad Ostia, a prendere un po’ di sole, una signora mi disse che avevo un “faccetta” da annunciatrice, domandandomi proprio perché non lavorassi per la Rai, mi decisi a chiedere di fare un provino. Ne feci molti e, del folto gruppo di 500 ragazze, ne rimasero 5. A noi “vincitrici” fu dato il compito di seguire il corso di dizione di 3 mesi, diretto da Evi Maltagliati e una scuola trucco di 15 giorni. Superato tutto questo, siamo state messe a “cachet”, in sostituzione delle colleghe già assunte, ma assenti per maternità, per ferie o per altri motivi».

D. Come si è evoluta la sua carriera televisiva?

R. «Il 4 aprile 1974 fui assunta a tempo indeterminato come annunciatrice, ma già da subito, mi resi sempre disponibile per collegamenti o trasmissioni anche radio come “Salve Ragazzi” e “Zoom” o “Teleobiettivo” che mi diedero la possibilità di iscrivermi all’albo come “giornalista pubblicista”: non mi risparmiai mai. Per un’intervista ero pronta a vivere e a superare qualsiasi difficoltà!».

D. Quando raggiunse il massimo della sua popolarità? Perchè?

R. «Oltre gli annunci, mi furono affidati subito programmi per bambini come “ Il Dirigibile”che ebbe molto successo: nella prima edizione affiancavo Tony Santagata e poi Mal. Ancora, “7 giorni al Parlamento” e “Prossimamente, programmi per 7 sere”. Quindi, “Buonasera con Atlas Ufo Robot”, “Buonasera con la famiglia Adams”, “Buonasera con Superman” ecc. oltre, dal 1979 al 1989, “Sereno Variabile” trasmissione di turismo e tempo libero. Da subito sono diventata nazional-popolare… è stato bellissimo sentirsi amata dal pubblico, da grandi e piccini».

D. La sua carriera è segnata anche dalla presentazione di ben due Festival di Sanremo: edizione 1977 e 1978. Come vi giunse? Come ricorda oggi di queste due edizioni?

R. «Un giorno, un martedì, guardando la parete dove erano segnati in una bacheca gli orari e le reti previste per ognuna di noi colleghe nel corso di quella settimana, mi accorsi di una correzione: gli orari del giovedì, venerdì e sabato, erano stati cancellati e sostituiti con la scritta “Sanremo”. Mi spiegarono poi che dovevo presentare da sola le prime due serate ma che, per la terza, avrei affiancato il grande Mike Bongiorno. Così scattò la ricerca dell’abito che mi fu procurato da Sabina Ciuffini che ancora ringrazio! Mike si rivelò straordinario, unico. Poi seppi dal fratello di Vittorio Salvetti, patron dell’evento, che ero stata scelta in seguito a un sondaggio, in quanto Mike voleva un personaggio televisivo amato ed io ero risultata “prima”, la più votata !!! L’anno successivo, è successo più o meno la stessa cosa».

D. Quali sono stati gli anni migliori della sua vita professionale?

R. «Tutti, non saprei scegliere. Ho amato ogni programma, dall’annuncio, alla conduzione dello spettacolo, alle interviste giornalistiche… tutto aveva la sua importanza e il suo fascino. Ho amato e amo il mio lavoro».

D. Per quali personalità del mondo televisivo nutre particolare stima e considerazione?

R. «Mike Bongiorno, che, tra l’altro, mi vide vincitrice nei sondaggi delle sue trasmissioni: in “Flash” su Rai 1 nel 1981 (19 febbraio), con la Doxa, dove fui dichiarata con il 40%, la più amata fra le annunciatrici della Rai e, durante “Pentatlon”, nel 1986, (12 febbraio) con la Abacus, che mi dichiarò la più amata tra le annunciatrici Rai e Mediaset, sempre con il 40% con lo stesso indice di gradimento già fornito dalla Doxa nel 1981. Poi il grande Enzo Tortora che non dimenticherò mai. Ma anche Pippo Baudo e il fantastico Corrado con le loro “Domenica in” e non solo: tutti grandi grandissimi personaggi della Tv che ho avuto la fortuna di avvicinare e, con loro, condividere parte del lavoro».

D. Il suo lavoro l’ha indotta a ricoprire più ruoli, non solo quello di annunciatrice. Quali di questi è più conforme alla sua personalità poliedrica?

R. «Si, in effetti, ho anche cantato: i primi che mi proposero un 33 giri, furono Jurgens, Zambrini e Meccia che costituivano la “Pull” con i “Cugini di campagna” e che preparavano canzoni di successo. Con loro feci la sigla de “Il dirigibile”: –Invincibile Dirigibile– e con –Scivolare, la sigla di “Sereno Variabile” oltre tante splendide canzoni per bambini. Poi, Claudio Simonetti, mi propose di interpretare con Roberta Giusti, la canzone scritta dal suo famoso papà Enrico SimonettiStella di natale” e ancora… Poi ho scritto qualche libro come: “Chi vuol esser bello sia” –Sugarco editore, “Cibo indiscreto” condiviso con Matilde Amorosi e “Bellezza” condiviso con Francesca Schenetti ecc. ecc.».

D. Ancora oggi viene soprannominata la “Fatina”. Possiamo conoscere le ragioni di questo appellativo?

R. «Questo soprannome lo devo ai bambini che mi hanno chiamato così durante la trasmissione “Il Dirigibile”. I bimbi mi consideravano proprio una fatina anche perché, parlavo con i pupazzi animati della trasmissione che erano Zippo il coniglio motorista e Franz il cuoco di bordo che, grazie alla voce del doppiatore Franco Latini mi rispondevano. Per loro era una magia che si realizzava solo con me».

D. Nicoletta Orsomando, Rosanna Vaudetti, Mariolina Cannuli, Paola Perissi, Roberta Giusti, Maria Grazia Picchetti, Marina Morgan, Beatrice Cori… alcune delle sue colleghe. Quale rapporto intercorreva con loro?

R. «Ottimo! Certo, con qualcuna c’era una vera e propria amicizia, con altre il bel rapporto fra colleghe e, ancora oggi, organizziamo qualche incontro, tutte insieme, o in un ristorante o a casa di qualcuna di noi o, come è successo, in una cioccolateria!».

D. Quali sentimenti mantiene ancora oggi nei confronti della RAI?

R. «Si dice “mamma Rai”, non a caso …anche se qualche volta è stata “matrigna”. Ma non amo ricordare qualche momento infelice, di fronte a un lungo percorso straordinario!».

D. Quali sono i cambiamenti positivi o negativi che a parer suo hanno interessato la televisione dopo la sua encomiabile esperienza?

R. «La Televisione è lo specchio della società e la società è molto cambiata negli anni. Non posso dire se positivamente o negativamente ma, sicuramente è “differente”».