Più volte il noto cantautore Giuseppe Cionfoli ha onorato il nostro giornale con particolari interviste. Anche in questa occasione ci parla di una sua celebre canzone, “Marta” interpretata trentacinque anni fa.
Cionfoli, come nacque questa canzone?
La canzone non l’ho scritta io, ma Cavaros. Mi fu proposta dal mio discografico, con il quale avevo chiuso ma che venne a casa a cercarmi e mi disse che aveva una canzone da farmi sentire perché era giusta per la mia voce. La interpretai e divenne anche la sigla della telenovelas “Marta”.
Cosa ricorda di quella sua interpretazione e di quel 1985?
Allora avevo ancora il riflesso di San Remo 1982 e la telenovela “Marta”, con personaggi come Carlos Oliver e Mayra Alejandra, ebbe un grande successo. Ancora oggi la gente durante le mie serate mi chiede questa canzone. Per me fu un bel momento, un ritorno in “classifica mentalmente”. La telenovelas, come ripeto, ebbe un grande successo televisivo e pure oggi viene trasmessa nelle varie tv private. “Marta” fu una canzone difficile da cantare, perché arriva al do. Ci misi parecchio per ottenere un’interpretazione come desideravo. Oggi sarebbe una cretinata aggiustare le note più difficili con un melodine, invece nella canzone che interpretai è tutto naturale.
Quali emozioni avverte nel ripensare a questa canzone e al suo tempo?
R. Carlo, quando ascolti una canzone ricordi anche il momento di quando l’hai incisa. Erano momenti particolari, forse i più belli. Gli anni ’80 sono stati speciali per tutti e specialmente per me, per le mie partecipazioni al Festival di San Remo, a Domenica in e per altre cose che facevo. Ripensandoci oggi mi pare di tornare a quel tempo… . Diciamo che è come entrare in una macchina del tempo riascoltare le canzoni.
Cionfoli, dopo 35 anni dalla interpretazione della canzone “Marta” cosa si sente di dire guardando la musica di oggi?
Credo che alla musica di oggi manchi la melodia che c’era negli anni ’60, ’70 e ’80. Le canzoni che ascolto sono senza melodia, senza nostalgia e la gente continua perciò a cantare le canzoni di quei decenni. Io non sarei capace di cantare una canzone di oggi… . Siamo in un momento tutto particolare e brutto per quanto riguarda la musica, pilotata da varie lobby e quindi non c’è più spazio per la melodia e per il sentimento.